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IL SACRIFICIO DI MELCHISEDEK. PREANNUNCIO DELL’EUCARISTIA

Raccontando la storia di Abramo, padre del popolo eletto, l’autore del Libro della Genesi riferisce l’evento, che è uno dei primi annunci dell’Eucaristia nell’Antico Testamento. Si tratta dell’incontro tra Abramo e un certo Melchisedek dopo la spedizione bellica dei re della Mesopotamia: „Quando Abram fu di ritorno, dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sòdoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del re. Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole: ‘Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici’. Ed egli diede a lui la decima di tutto” (Gen 14,17-20).

L’incontro si svolge nei pressi di Salem, futura Gerusalemme. Il nome Salem significa „pace”, mentre il nome Melchisedek significa re di giustizia. Così, incontro ad Abramo viene il re della pace, il re della giustizia, e nello stesso tempo il sacerdote del Dio Altissimo. Tutti questi titoli si riferiscono a Cristo! E’ lui il Principe della Pace (Isaia 9,5), San Paolo lo chiama „Giustizia” (1 Cor 1,30), e l’autore della Lettera agli Ebrei, il Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza (Eb 5, 6)! Non c’è dubbio che Melchisedek è un prototipo di Cristo.

Senza genealogia

L’autore della Lettera agli Ebrei ha individuato l’esistenza di un’analogia tra Melchisedek e Cristo: „Questo Melchìsedek infatti, re di Salem, sacerdote del Dio Altissimo, andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse; a lui Abramo diede la decima di ogni cosa; anzitutto il suo nome tradotto significa re di giustizia; è inoltre anche re di Salem, cioè re di pace. Egli è senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio e rimane sacerdote in eterno. Considerate pertanto quanto sia grande costui, al quale Abramo, il patriarca, diede la decima del suo bottino” (Eb 7,1-4).

La Bibbia tace sulla provenienza di Melchisedek; d’altra parte per i popoli semitici la genealogia è qualcosa di estremamente importante. La mancanza di ogni riferimento al padre, alla madre o alla provenienza di Melchisedek dovrebbe essere teologicamente giustificata. In che modo? Melchisedek ha semplicemente una ascendenza eterna – non ha né inizio né fine e rimane un sacerdote in eterno (Eb 7,4). La mancanza di una genealogia significa che la figura di Melchisedek può considerarsi fuori della storia, „fatto simile al Figlio di Dio”, sacerdote in eterno. Infatti, Cristo come Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza non appartiene a Israele né a nessuna casta sacerdotale, perché è di origine divina ed è solo per questa ragione che può essere sacerdote per sempre. È stata proprio la dignità divina di Gesù a renderlo sacerdote in eterno.

Sacerdote del Dio Altissimo

Abramo e i suoi discendenti, compresi i sacerdoti della tribù di Levi, considerano Melchisedek uno più importante di loro. Innanzitutto ciò si deve al fatto che Abramo gli aveva consegnato la decima parte dell’intero bottino di guerra mentre la decima spettava ai sacerdoti in quanto rappresentanti di Dio e venivano offerte le parti migliori del raccolto e dei frutti della terra.

Un altro segno della superiorità di Melchisedek su Abramo, può essere considerato quello di benedire Abramo. Di solito, è il maggiore che impartisce la benedizione al minore (per esempio, sono i padri che benedicono i loro figli, i re i propri sudditi): „Ora, senza dubbio, è l’inferiore che è benedetto dal superiore” (Eb 7,7). Questo fatto è ancor più significativo perché, secondo la promessa di Dio, proprio in Abramo sarebbero benedette tutte le famiglie della terra.

Melchisedek non era un israelita, eppure viene chiamato sacerdote del Dio Altissimo, e quindi dello stesso Dio, che adorano gli israeliti. Compiendo la sua offerta egli rappresenta tutti – sia il popolo eletto, ancora in germe, perché proprio da Abramo prende il suo inizio, sia i Gentili. Così è anche il sacerdozio di Cristo.

Melchisedek al di fuori della Bibbia

Secondo la tradizione ebraica extra biblica, Melchisedek era un guerriero celeste e un ministro del culto. Le origini celesti del sacerdote di Dio Altissimo sono menzionate in uno dei documenti trovati a Qumran sul Mar Morto. Egli è raffigurato come un angelo celeste, un liberatore dei figli di Dio e degli spiriti giusti, e perfino come Dio stesso: „Il tuo Dio è Melchisedek.” (11QMelch 23). L’autore suggerisce che Melchisedek partecipi della natura divina, mentre Cristo è veramente Figlio di Dio. Il re di Salem è quindi una perfetta prefigurazione di Cristo, Re dell’Universo.

Riguardo alla provenienza di Melchisedek si esprime anche l’autore del Libro di Henoch slavo. Questo apocrifo dell’Antico Testamento molto probabilmente è uscito dalla penna di un ebreo ellenizzante che viveva ad Alessandria alla fine del primo secolo dopo Cristo. L’autore sostiene che Melchisedek fu concepito in modo miracoloso, senza l’intervento dell’uomo nel grembo di una donna che era sterile. L’annuncio di un bambino concepito senza la partecipazione dell’uomo è portata dall’arcangelo Gabriele. C’è quindi una impressionante analogia tra il concepimento di Melchisedek e quello di Gesù. Entrambi sono stati generati nel grembo materno senza l’apporto dell’uomo. Inoltre, la notizia del concepimento e della nascita di entrambi fu portata dall’arcangelo Gabriele.

Pane e vino

Il Re di Salem offrì al Signore un sacrificio di pane e vino dinanzi ad Abramo. Questi due doni sacrificali non possono non far venire in mente l’Ultima Cena e l’istituzione del Santissimo Sacramento. Allo stesso modo in cui Melchisedek, con la sua offerta di pane e vino, ha ringraziato Dio Altissimo per le vittorie militari di Abramo, anche Cristo, attraverso l’Eucaristia, ringrazia il Padre per la sua vittoria su Satana e per l’adempiuta redenzione.

Melchisedek e l’Eucaristia

La figura di Melchisedek, sacerdote del Dio Altissimo, è un prototipo di Cristo, sommo sacerdote della Nuova Alleanza. Sia i tratti che definiscono la sua identità (essere senza genealogia, chiamato re della pace e re della giustizia) sia i riti che egli compie (offrire il pane e il vino in sacrificio, ricevere la decima, impartire la benedizione) ha un impatto sulla comprensione del sacerdozio di Cristo e del sacrificio da lui compiuto, attualizzato nell’Eucaristia celebrata con le due specie del pane e del vino. Le origini celestiali di Melchisedek vengono confermate da una tradizione extra biblica del giudaismo, mentre le origini divine di Cristo sono confermate dagli scritti del Nuovo Testamento.

„Il sacrificio di Melchisedek. Preannuncio dell’Eucaristia”, Rinnovamento nello Spirito 5 (2020) 12-13 [trad. A. Marx-Vannini]

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ks. Mariusz Rosik